Chi siamo

Dal 1995 Il Dito e La Luna pubblica libri di narrativa e saggistica a tematica lesbica, femminista, gay e transgender; pubblica inoltre la rivista Towanda!, periodico di cultura e politica lesbica.
L’obiettivo, e il sogno, che si vuole contribuire a realizzare è il consolidamento di una comunità omosessuale forte, consapevole, rivendicativa, che abbia davvero un patrimonio comune e condiviso, fatto oltre che di film, di locali, di spazi e luoghi, anche di propri libri, con tutte le storie, le fantasie, le cose immaginate e quelle reali, le teorie, i personaggi, insomma con tutte quelle cose che da sempre popolano tutti i libri. L’idea alla base dei nostri libri, e di quanti ne pubblicheremo, è imparare a guardare oltre:
“Un dito indica la luna. Peccato per chi guarda il dito.”
Il Dito e La Luna partecipa a fiere, festival, convegni, organizza eventi letterari e di riflessione teorica in collaborazione con diverse associazioni lgt italiane, invita scrittrici italiane e straniere a confrontarsi con il pubblico di lettrici e lettori.

I perché della letteratura Lesbica, Gay, Transessuale/Transgender
La letteratura lgt è sia quella che ha per oggetto la tematica lgt e sia quella scritta da autori e autrici lgt, e assolve ai bisogni di narrarsi e ritrovarsi nelle storie, di creare un proprio immaginario, una propria identità, di darsi autorizzazione e legittimazione di esistenza e, perché no, di felicità.
Oggi essere omosessuali o transessuali/transgender vuol dire ancora spesso essere qualcosa che non è previsto, qualcosa che il mondo non si aspetta da noi.
È il concetto di eterosessualità obbligatoria (e di binarietà sessuale obbligatoria), cioè quella presunzione che, fino a dichiarazione contraria, tutti siano eterosessuali e ben definiti nella propria identità di genere: o maschi o femmine.
La letteratura lgt serve dunque a far circolare storie che parlano di noi, a creare uno spazio in un mondo che non ci prevede, a dar conto di un punto di vista altro, a dar vita a nuovi linguaggi, modelli, comportamenti; serve a non disperderci in quell’indifferenziato sociale e linguistico che implicitamente ci esclude e penalizza.
La letteratura lgt garantisce che si parli di alcuni temi che altrimenti non uscirebbero dalla clandestinità e sarebbero per sempre oscurati: senza di noi, noi non avremmo radici né memoria.

I perché delle case editrici LGT
La spinta più forte è data dalla consapevolezza che è anche attraverso i libri che si possono provocare quelle trasformazioni sociali e culturali necessarie per far uscire omosessualità e transessualità/transgenderismo dalla zona d’ombra dell’indicibile e del pregiudizio.
La nascita di case editrici specializzate nelle tematiche lgt ha fatto sì che negli ultimi decenni potessero circolare libri che non avrebbero altrimenti visto la luce presso le altre case editrici generaliste. Si pensi agli autori e alle autrici esordienti che hanno iniziato a far circolare storie lgt a lieto fine, che parlano di amori possibili, sereni e positivi o, comunque, problematici tanto quanto tutti gli altri, e hanno contribuito a popolare quell’immaginario finora deprivato di riferimenti, hanno reso accessibili contesti e modelli ancora inusuali per chi di noi non è inserita/o nella comunità lgt.
Lungi purtroppo dall’essere superflue, le case editrici lgt hanno dunque svolto in questi anni e continuano a svolgere un ruolo fondamentale per la diffusione della cultura lgt e, insieme al movimento lgt, hanno contribuito a modificare l’opinione pubblica sui temi dell’omosessualità e della transessualità/transgenderismo.
L’effetto più concreto è stata l’istituzione, in molte librerie italiane, del settore lgt (a volte si tratta solo di uno scaffale o un angolo, ma ben identificabile!) che ha reso i libri lgt visibili e, dunque, accessibili. 
In un contesto in cui ancora nelle scuole l’omosessualità è tabù e la transessualità una malattia rara, dove le grandi case editrici promuovono e pubblicizzano poco i loro libri lgt e la stampa recensisce solo i grandi e si limita, saltuariamente, a segnalare qualche titolo lgt nelle grandi occasioni (nel periodo dei Pride, per esempio) perché considera la letteratura lgt di nicchia e non universale, i libri lgt sarebbero disponibili solo agli ‘addetti ai lavori’, a chi può essere raggiunto dal passaparola, a chi accede ad altre fonti di informazione. Senza un settore lgt nelle librerie i/le adolescenti, le persone più giovani, quelle che provano semplice curiosità o che nutrono dubbi sulla propria identità, sarebbero automaticamente escluse.

A chi ci rivolgiamo?
All’inizio le nostre pubblicazioni erano prevalentemente indirizzate alle persone lgt, perché l’esigenza primaria era quella di rispondere al bisogno di autonarrazione, alla necessità, di chi scrive e di chi legge, di ritrovarsi nelle storie, di dare concretezza al proprio immaginario.
È un’esigenza ancora viva e presente, ma accanto a questa si è delineato il desiderio di valicare il confine della stretta comunità lgt e di arrivare a un pubblico più vasto. Desiderio dato non tanto e non solo dal bisogno di allargare la platea dei nostri lettori e poter aumentare le vendite per garantirci la sopravvivenza, ma anche e soprattutto per l’ambizione di far uscire la letteratura lgt dall’ambito di nicchia e renderla universale.
Pubblichiamo libri belli, coinvolgenti, ricchi, che meriterebbero di arrivare in tutte le librerie, nelle biblioteche e sugli scaffali di tutte le case..”

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